E ALLORA FATELO VOI IL FILM: VENOM


  • Regia di Ruben Fleischer (2018)

I cinecomics, per me, sono una malattia da ben dieci anni, un cancro macinasoldi che ci ha presi e che pare non ci ascerà per molto tempo ancora. Francamente speravo finisse tutto con Infinity War, l’unico cinefumetto che mi fosse piaciuto, a parte il secondo Thor.
Del personaggio di Venom non so assolutamente nulla, i fumetti non li ho mai letti, avevo solo apprezzato moltissimo la bestia feroce e malvagia portata sullo schermo da Sam Raimi in Spider-Man 3, film con tantissima carne al fuoco, troppa per due ore e poco più, ma veramente figo nel suo stile (dopotutto, stiamo parlando di Raimi).

Questo nuovo Venom com’è?

Se lo chiedete ai signori della critica (che sanno tutto loro, non fanno film ma giudicano) ve lo stroncheranno violentemente. Se lo chiedete ai fumettari, ai fan del personaggio, vi diranno che fa schifo, a dimostrazione della loro sviluppatissima capacità di giudizio oggettivo. Perchè è naturale che il film farà schifo agli affezionati del libro, fumetto o chissà che altro. Sono cent’anni che vige la regola de “il libro è meglio”, questo perchè la gente ancora non ha capito che libro/fumetto/videogame e film sono due cose diverse. Una cosa che in un libro funziona benissimo può risultare una schifezza su schermo e viceversa. E poi, cari fan dei miei stivali, è naturale che il film sarà diverso dal materiale di origine, altrimenti non lo chiamerebbero ADATTAMENTO CINEMATOGRAFICO.

Ma no, loro vogliono esattamente quello che hanno visto nei fumetti, o ancora peggio, ciò che hanno visto nella loro testa leggendo; è altrettanto naturale che nessuno sarà mai soddisfatto di questi adattamenti, finchè non si metteranno in zucca che trarre un film da un fumetto non significa fare un copia e incolla.
Negli ultimi anni poi, esiste quella cosa chiamata Internet che dà voce anche a questi imbecilli che non sanno di cosa parlano quando parlano di adattamenti cinematografici. Ad alcuni dovrebbe essere negato il diritto ad una connessione Internet veloce; concederei loro al massimo il 56k.

Se, invece, chiedete “com’è il nuovo Venom?” a uno che se ne è sempre fregato di fumetti e fedeltà al materiale di origine e, soprattutto, ha sempre valutato il film in sé, quello vi dirà che è un film maledettamente divertente.
Sì, questo è il fatto. Venom è un film divertente, che tradisce il materiale originale in molti punti, spesso in quelli fondamentali che caratterizzano il fumetto, ma nel suo insieme, come film, va benissimo così.

Racconta di Eddie Brock (interpretato da un Tom Hardy in formissima), un giornalista dallo stile tutto suo, una testa calda, un tizio diverso dagli altri giornalisti. Le sue stesse caratteristiche lo porteranno a rovinarsi la vita in pochissimo tempo, grazie alla sua morbosa curiosità, il suo essere sregolato, la voglia di sputtanare il ricco e potente Carlton Drake (Riz Ahmed) per i suoi metodi. Quest’ultimo è a capo della Life Foundation, società di bioingegneria, e ossessionato da una forma di vita aliena chiamata “simbionti”, tanto da condurre esperimenti su esseri umani, spesso causandone la morte. Il motivo è quanto mai tremendamente attuale: la Terra è al procinto del collasso, urge trovare un nuovo pianeta per salvarci e Drake è convinto di poter sfruttare le capacità di adattamento dei simbionti per mettere in simbiosi umani con questi organismi alieni per poter permettere a noi di sopravvivere su un altro pianeta.
Tutto sommato, Drake ha il merito di esser consapevole che la Terra sta morendo per mano nostra, ma il suo piano rasenta la follia.

Eddie scopre tutto questo spiando fra le e-mail della sua futura moglie (Michelle Williams), che è avvocato della Life Foundation. Così si mette ad accusare Drake durante un’intervista, e in meno di ventiquattro ore riesce a perdere lavoro, fidanzata, casa e dignità.

C’è un motivo se ho scritto molto della trama (che poi è solo l’inizio della storia), il fatto è che Venom si prende il suo tempo per raccontarci della vita di Eddie e di come arriva ad essere infettato da un simbionte. Una cosa che non vedi spesso nei cinecomics di oggi, pur essendo una “origin story”, come piace chiamarle ai critici da strapazzo.
Un’altra cosa che non vedi spesso nei cinefumetti oggigiorno è un film che si distingua dagli altri; i prodotti Marvel-Disney sono fatti con lo stampino, lasciano poco spazio alla creatività del regista, imponendogli dei rigidi canoni da rispettare, ed è una cosa che ormai fa venire il latte alle ginocchia.
Grazie a Dio, la Sony detiene i diritti di Venom, e il risultato è un film che sì, è adatto più o meno a tutti, ma possiede anche un minimo di personalità e non si riduce a mero intrattenimento per ragazzini in pre-pubertà.

Qualcuno lo ha definito come un film di un decennio fa, e francamente non posso dargli torto, perchè la sensazione che ho avuto guardandolo è stata proprio quella di guardare un film come non se ne fanno più ultimamente. Sarà l’introduzione al personaggio di Eddie, sarà che dopo l’entrata in scena di Venom il film è diretto, incentrato sull’azione e vuole andare fino in fondo, sarà che possiede della personalità (cosa che i prodotti del MCU non hanno), non so bene ancora cosa, ma non è affatto quel disastro che tutti stanno gridando. E poi, al pubblico sta piacendo, pare. Il weekend di apertura è stato ottimo al botteghino e spero che continui così.

Fatelo voi il film

Venom è permeato da una patina di ironia (a volte macabra) che viene fuori soprattutto nei dialoghi fra Eddie e il parassita senziente che è dentro di lui, a tratti davvero esilaranti (volutamente, per di più); non è un film comico, la serietà e la drammaticità ci sono, eccome, ma nulla viene mai preso troppo seriamente, Venom ci scherza sopra, ci fa ridere. Spesso si ha la sensazione di assistere a un dialogo tra il Dott. Jekyll e Mr. Hyde (quasi come fosse un caso di doppia personalità), di vedere una parte buona e una cattiva (il tema del doppio molto caro al cinema), continuamente in contrasto fra loro ma strettamente legate e, in fondo, necessarie l’una all’altra.
Eddie, infatti, ha bisogno di Venom per evitare che gli scagnozzi di Drake lo uccidano (malgrado questo non gli piaccia), e Venom ha bisogno di Eddie per poter sopravvivere sulla Terra. Un rapporto di interdipendenza.
Tom Hardy si trova a proprio agio nel ruolo di Eddie Brock, confermando di saper fare anche il buffone, passatemi il termine. Hardy sa essere divertente, e con lui il film ha un grande punto a suo favore.

A ragion del vero, c’è da dire che il cattivo e la fidanzata di Eddie non godono di una gran caratterizzazione (è stato dato ampio spazio a Tom Hardy), ma chi se ne frega, sono caratterizzati il giusto per servire al film e, comunque, funzionano.
La CGI è vero che non è eccelsa, ma francamente me ne infischio, è sufficiente per farci godere il film.
Dei “grossi buchi di sceneggiatura” che tutti i critici con Laurea ad Honorem per il cinema da salotto de Casa vanno sbandierando, non me ne sono accorto, sinceramente. Ci sarebbe quel lasso temporale di sei mesi dal licenziamento di Brock che non spiega cosa abbia fatto Riot, il simbionte villain, nel frattempo; e qui siamo alle solite, perchè sti imbecilli vogliono tutto spiegato.
Questi fumettari sono così abituati alla merda che appena vedono un prodotto diverso dal solito lo insultano e lo evitano come fosse merda.

Il bello è che sono gli stessi che si lamentano che non ci sono più idee, che il cinema è povero di vere novità, ma non si accorgono che loro stessi vogliono sempre le stesse cose e vogliono tutto uniformato e fedele al maledetto fumetto. Chissà che bello deve essere il copia-incolla.

“Riot è solo una versione più grossa e cattiva di Venom”, “la fidanzata di Eddie è inutile”, “la sceneggiatura è scarna”, “Spiderman non viene menzionato neanche per sbaglio”, “a volte il film sembra uno slapstick”… Ragazzi, che due coglioni. Fatelo voi il film se siete tanto esperti di cinema e fumetti. E soprattutto, se vi sentite tanto pieni di originalità nelle vene, proponetevi come sceneggiatori.
Fatelo voi, così verrà sicuramente un capolavoro.

Ecco, altra cosa che tutti vanno cercando oggigiorno è il capolavoro a tutti i costi, come se la perfezione esistesse. C’è da dire che siamo nell’era digitale, per sua natura fatta di 0 e 1, mi pare tutto sommato normale che il giudizio di questi critici funzioni per estremi; 1 = capolavoro, 0 = merda.
Tutti i film, dal corto di 5 minuti al lungometraggio di 240, sono delle opere nelle quali serve un’organizzazione ben precisa, bisogna far quadrare centinaia di cose, dalla più piccola cavolata alla gru che fa cadere una macchina a terra. Ma, soprattutto, ogni movimentazione richiede una spesa di denaro, e sappiamo tutti che fare il film a Hollywood non costa poco.

E poi, signori critici, anche in Shining, Jurassic Park, e Alien ci sono alcuni errori e sviste mica da ridere. Eppure oggi non gridano alla merda parlando di questi film.

Venom è un film che si discosta dalla natura del fumetto, fa ridere, è un po’ volgare, a tratti violento e non si prende mai troppo sul serio, nonostante ci siano dei momenti drammatici. Forse proprio qui sta il fatto, che si prende troppo sul serio questa mania dei supereroi al cinema. O, ancora peggio, non si è più capaci di godersi un film?

Il mondo ha già abbastanza supereroi.

Appunto, ne abbiamo abbastanza di film tutti uguali e fatti con lo stesso stampo, e vogliamo stigmatizzare quello che si distingue?
Dobbiamo goderci Venom perchè è divertente, quasi spensierato e vorrebbe essere indipendente dal materiale fumettistico.
Ma no, meglio reclamare novità schifandola quando ce l’abbiamo davanti e stroncare un film che riesce a miscelare dramma e umorismo senza cadere nel ridicolo; tanto i signori critici, che non fanno film, ne sanno più di chi fa film.

“Chi non sa fare insegna, e chi non sa insegnare insegna ginnastica.”

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